AI
L'ho fatto scrivere all'AI
Un sito con duecentoventotto articoli generati in automatico. Cosa ha funzionato, cosa no, e cosa non affiderei mai a una macchina.
Un'intelligenza artificiale scrive un articolo decente in due minuti e a costo quasi zero. Quello che non fa è decidere di cosa parlare, accorgersi quando sbaglia e metterci la faccia. Su un sito nostro girano da mesi: duecentoventotto articoli pubblicati, e tre problemi che nessuno ti racconta.
La domanda me la fanno tutti, e sempre con la stessa faccia: «Ma quindi adesso i testi li scrive l'intelligenza artificiale?». Sì. La risposta lunga è questo articolo, perché l'ho fatto davvero, su un sito nostro, non in una prova. E le cose che ho imparato nei video non le trovi.
Scrivere è la parte facile. Sapere cosa scrivere è il mestiere.
Cosa ho costruito, in due righe
Un sito a tema unico con dentro un programma che ogni giorno sceglie l'argomento, scrive il pezzo, si fa l'immagine e pubblica. Nessuno tocca niente. Va avanti da mesi!

Il costo è la prima sorpresa. Gira su un modello gratuito e le immagini le fa un servizio che a questi numeri non chiede niente: zero euro ad articolo, foto di copertina compresa. Non è poco, eh?
Quello che funziona meglio di quanto pensassi
La singola pagina regge. Ottocento parole su un argomento stretto, scritte da una macchina nel 2026, non le distingui da un pezzo mediocre firmato da una persona. Davvero! E la costanza è roba da fantascienza: nessun collaboratore ti pubblica due articoli al giorno per mesi senza saltare un colpo. Nessuno.
Fila liscia anche la parte barbosa, quella che noi umani rimandiamo sempre: titoli, descrizioni per i motori, dati strutturati, collegamenti fra un pezzo e l'altro. La macchina non si dimentica e non si annoia.
I tre punti dove si è rotto
E qui viene la parte che nei video non ti fanno vedere.

Primo: si somigliavano tutti. Stesso tipo di personaggio, stesso taglio, stesso respiro. Presi uno alla volta andavano bene; letti di fila sembravano usciti da uno stampo. Perché lo erano. Ho dovuto costruire una rotazione forzata dei personaggi per rompere la cantilena.
Secondo: il mio controllo automatico mi diceva quello che volevo sentire. Avevo scritto due righe di codice per verificare che nelle foto non comparissero persone. Verdetto: quarantasei per cento. Su un sito di soli cani. Un numero da matti, e infatti era sbagliato: contava come «persona» anche una mano. La quota vera era otto! Se non guardavo quel numero con sospetto, mi tenevo per mesi un controllo che dà sempre esito buono.
Terzo: le cose si rompono in silenzio. Un articolo è uscito con l'immagine finta al posto della foto, perché una funzione non veniva chiamata. Nessun errore, nessun avviso. Una pagina pubblica venuta male, lì per giorni, finché non l'ha vista una persona.
Ecco il costo vero dell'automazione, quello che nessuno mette a preventivo: qualcuno deve guardare quello che esce. Non ogni giorno. Ma guardarlo.
Cosa non affiderei mai a una macchina
- Decidere di cosa parlare. L'argomento nasce da quello che ti chiedono i clienti al telefono, e quello lo sai solo tu.
- I numeri della tua azienda. Se inventa un prezzo o una referenza, il danno se lo prende il tuo nome.
- Le pagine che vendono. Home, servizi, chi siamo: lì si decide se ti scrivono o passano oltre.
- Il tono. Una macchina scrive corretto. Riconoscibile è un altro paio di maniche!
Ha senso per la tua azienda?
Dipende da una cosa sola: quanti argomenti hai davvero. Se vendi in una nicchia con dentro centinaia di domande piccole e ripetute, un sistema così ti tira su in sei mesi un archivio che a mano non faresti mai. Se invece hai cinque pagine e un catalogo corto, lascia perdere: ti servono cinque pagine scritte bene, e basta!

In mezzo c'è la strada che consigliamo quasi sempre: la macchina prepara, una persona rilegge e firma. Ti costa qualche ora al mese e ti evita di scoprire a gennaio che il tuo sito parla come tutti gli altri. Provala su dieci pezzi prima di montarci sopra una fabbrica. Se vuoi capire da dove partire, scrivici.
- Scrivere costa zero. Controllare quello che esce costa tempo vero: mettilo a budget.
- Guarda i controlli automatici con sospetto: il mio diceva 46% dove il vero era 8%.
- Le pagine che portano clienti si scrivono a mano. L'archivio, quello sì, si può automatizzare.
Domande frequenti
Gli articoli scritti dall'AI penalizzano il posizionamento?
No, se sono utili. Google giudica il contenuto, non chi lo ha digitato. Penalizza le pagine inutili, e una macchina ne produce di inutili molto più in fretta di una persona: il rischio è quello, non lo strumento.
Quanto costa far scrivere gli articoli a un'intelligenza artificiale?
Il testo costa pochi centesimi, e con i modelli gratuiti anche meno. Il costo vero è il tempo di chi controlla quello che esce e decide gli argomenti: quello resta lavoro umano, e conviene metterlo a budget dall'inizio.
Si capisce che un articolo è stato scritto da una macchina?
Un articolo alla volta, quasi mai. Dieci di fila, sempre: hanno tutti lo stesso ritmo e la stessa struttura. È il difetto più difficile da vedere dall'interno, perché ogni pezzo preso da solo sembra a posto.
