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Sì, pagare! Quando un sito costa tanto ma vale poco

Il prezzo non dipende da quante pagine ha, ma da cosa il sito deve fare. E il più caro di tutti è quello che non serve a niente!

In breve

Un sito può costare poche centinaia o molte migliaia di euro: dipende da cosa deve fare, non da quante pagine ha. Prima del prezzo viene la domanda giusta: ti serve per farti trovare, vendere o raccogliere contatti? Chiarito questo, le strade sono tre.

Prima del «quanto costa» c'è un'altra domanda: ti serve davvero un sito, e per fare cosa? Un sito non è un soprammobile: è uno strumento per farti trovare e portare contatti o vendite. Se non sai a cosa deve servire, qualsiasi cifra sarà spesa male. Chiarito questo, le strade sono tre.

Il prezzo non dipende da quante pagine ha, ma da cosa deve fare.
Poche centinaiaFai-da-te, col tuo tempo
500–2.000 €Libero professionista
Qualche migliaioAgenzia, in su

Fai-da-te: poche centinaia di euro, ma il tempo è tuo

Esistono i costruttori di siti: strumenti che ti permettono di fare tutto da solo, senza saper programmare. Per una semplice vetrina, come Wix o Squarespace, o per un negozio, come Shopify, bastano un canone mensile e un po' di pazienza. Qualche consiglio se scegli questa via:

Tre strade: attrezzi per chi fa da sé, una persona sola per il libero professionista, un gruppo per l'agenzia
A salire non è il prezzo: è quanta gente ci lavora.
  • Ispirati: guarda i siti fatti bene con quello strumento e parti da lì, invece di inventare tutto.
  • Foto vere: non usare immagini patinate prese online, fanne fare di tue.
  • Scrivi poco e bene: frasi corte, attenzione a grammatica e refusi.
  • Datti una scadenza: senza una data sul calendario, un sito fai-da-te non finisce mai.

È la strada giusta per partire con poco. Il limite è il tempo e il risultato: arrivato a un certo punto, da soli non si va oltre.

Un libero professionista: indicativamente da 500 a 2.000 € e oltre

Una buona soluzione, se trovi quello giusto. Come si riconosce:

  • Ha partita IVA e ti fa firmare un contratto con tempi chiari.
  • Ha un portfolio vero e referenze verificabili: cerca il suo nome online.
  • I contenuti, testi e foto, spesso si pagano a parte: chiariscilo prima.
  • Dividi il pagamento in più parti legate alle consegne: tiene alta l'attenzione su entrambi i lati.

Il limite del libero professionista è che è una persona sola: per progetti complessi, un e-commerce, integrazioni, promozione, le competenze richieste sono troppe per uno solo.

Un'agenzia: da qualche migliaio di euro in su

È la strada più costosa, ma anche quella che protegge meglio l'investimento, perché sul sito lavora un gruppo con competenze diverse. In genere oltre al sito ti vengono proposti i servizi che lo fanno funzionare: posizionamento, pubblicità, manutenzione. Su cosa stare attenti:

  • Che non lavori già per un tuo concorrente diretto sullo stesso mercato.
  • Diffida dei portfolio gonfiati: marchi famosi citati spesso nascondono collaborazioni minime.
  • Parla con persone reali e fatti spiegare chi seguirà il tuo progetto.
Le tre strade a confronto. Le cifre sono indicative e cambiano con quello che il sito deve fare.
StradaQuanto costaQuando ha sensoIl limite
Fai-da-tePoche centinaia di euro l'anno, più il tuo tempoVetrina semplice, per partireSenza una scadenza non finisce mai
Libero professionistaDa 500 a 2.000 € e oltreProgetto definito, obiettivi chiariÈ una persona sola: sui progetti complessi non basta
AgenziaDa qualche migliaio di euro in suE-commerce, integrazioni, promozione continuaCosta di più, e va scelta con attenzione

I costi che arrivano dopo

Il prezzo del sito non è l'unica voce. Un sito è software, e come ogni software va tenuto in vita: dominio, spazio web e manutenzione vanno messi in conto ogni anno. Ignorarli è l'errore più comune, e prima o poi si paga, con un sito che si rompe, rallenta o diventa un rischio per la sicurezza. Mettere a budget la cura nel tempo, fin dall'inizio, ti evita brutte sorprese più avanti.

Iceberg: la punta piccola sopra la linea dell'acqua, la massa molto più grande sotto
Il preventivo è la punta. Sotto ci sono dominio, spazio web, manutenzione e contenuti: soldi ogni anno.

La regola del buon senso

Sui prezzi vale sempre: se costa troppo poco, quasi sempre vale poco; se costa molto, a volte potrebbe costare un po' meno e funzionare uguale. Il punto non è spendere il minimo, è spendere bene rispetto a cosa il sito deve portarti. È il ragionamento con cui costruiamo siti ed e-commerce.

Bilancia che pende dalla parte di un edificio solido, mentre poche monete stanno sul piatto opposto
Se costa troppo poco, quasi sempre vale poco. Il prezzo giusto è quello che regge nel tempo.
Il report

Abbiamo messo per iscritto come si legge un preventivo per un sito, voce per voce: cosa è compreso, cosa si paga a parte, dove si nascondono i costi che tornano ogni anno. Te lo mandiamo per mail.

Da ricordare
  • Il prezzo dipende da cosa il sito deve fare, non da quante pagine ha.
  • Tre strade: fai-da-te per partire con poco, libero professionista per progetti definiti, agenzia per i casi più articolati.
  • Dominio, spazio web e manutenzione vanno messi a budget ogni anno: ignorarli è l'errore più comune.

Domande frequenti

Perché i preventivi sono così diversi?

Perché «sito» vuol dire tutto e niente. Una vetrina di poche pagine e un negozio online con catalogo e pagamenti non sono la stessa cosa. Confronta cosa fanno i siti, non solo quanto costano.

Meglio un sito economico o su misura?

Dipende dall'obiettivo. Per partire può bastare poco; se dal sito dipende il tuo lavoro, risparmiare sulla base si paga dopo. Spendi dove il sito ti porta clienti, taglia dove è solo apparenza.

Ci sono costi dopo la consegna?

Sì, e ignorarli è l'errore più comune. Dominio, spazio web e manutenzione vanno messi in conto ogni anno. Un sito è software: va tenuto aggiornato, o prima o poi si rompe.

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  • Nessun lavoro parte senza preventivo firmato
  • Se poi non se ne fa niente, pazienza