E-commerce

IVA ed e-commerce: come funziona oggi

Finché vendi entro i confini è semplice. Appena spedisci a un cliente di un altro Paese, l'IVA cambia regole. Ecco cosa serve sapere, spiegato senza giri di parole.

In breve

Quando vendi online oltre confine, l'IVA cambia. Fino a 10.000 euro l'anno di vendite a privati nell'UE applichi l'IVA italiana; oltre quella soglia si applica l'IVA del Paese del cliente. Per non aprire una posizione in ogni Stato c'è lo sportello unico OSS. Per le importazioni da fuori UE valgono regole apposite.

Finché vendi a clienti in Italia, l'IVA non ti dà pensieri: è quella di sempre. Il discorso cambia nel momento in cui un pacco parte verso un cliente di un altro Paese europeo, o quando della merce arriva da fuori Europa. Lì entrano in gioco regole pensate apposta per il commercio online, ed è meglio conoscerle prima di trovarsi a sistemare le cose dopo.

Appena un pacco parte verso un altro Paese, l'IVA cambia regole: meglio conoscerle prima.

Questo articolo è una guida divulgativa: serve a darti la mappa, non a sostituire il tuo commercialista. Le situazioni concrete vanno sempre verificate con chi tiene la tua contabilità.

10.000€soglia UE annua per le vendite a privati
150€tetto degli import gestiti con l'IOSS
22€vecchia esenzione sui pacchi, ora abolita

La soglia dei 10.000 euro

Il punto di partenza è una soglia unica europea per le vendite a privati in altri Paesi dell'UE: 10.000 euro all'anno. È il confine che decide quale IVA applichi.

  • Sotto i 10.000 euro: applichi l'IVA del tuo Paese, quindi quella italiana.
  • Sopra i 10.000 euro: applichi l'IVA del Paese del cliente.

Attenzione a un dettaglio che fa la differenza: la soglia è complessiva su tutta l'Unione, non per singolo Paese. Non sono diecimila euro verso la Francia più altri diecimila verso la Germania: è il totale delle tue vendite a privati in tutti i Paesi UE messo insieme. Sommato quel totale, una volta superati i diecimila euro scattano le regole del Paese di destinazione.

OSS: una sola dichiarazione invece di 27

A questo punto sorge la domanda spontanea: se devo applicare l'IVA di ogni Paese, mi tocca aprire una partita IVA ovunque? No. Esiste proprio uno strumento per evitarlo: lo sportello unico OSS (One Stop Shop).

Con l'OSS ti registri una sola volta e, con un'unica dichiarazione periodica, versi l'IVA dovuta in tutti i Paesi UE. Una registrazione, una dichiarazione, invece di rincorrere ventisette amministrazioni diverse. È il modo in cui l'Europa ha reso gestibile una cosa che altrimenti sarebbe ingestibile per chi vende online.

IOSS: gli import sotto i 150 euro

Diverso è il caso dei beni che arrivano da fuori dall'Unione. Qui entra in gioco l'IOSS (Import One Stop Shop), che riguarda le merci importate fino a 150 euro.

E c'è una cosa importante da sapere, perché in molti la danno ancora per scontata: la vecchia esenzione IVA sui pacchi fino a 22 euro non esiste più. Oggi ogni bene importato sconta l'IVA, senza eccezioni per i piccoli importi. Il pacchetto da pochi euro che un tempo entrava "in franchigia" oggi non c'è più.

I marketplace pagano per te (in certi casi)

Se vendi attraverso grandi piattaforme come Amazon o eBay, c'è un meccanismo in più. In certe situazioni — in particolare quando il venditore è fuori dall'UE — la piattaforma stessa può essere considerata "fornitore" ai fini IVA, e quindi farsi carico dell'imposta al posto del venditore. Non è la regola per tutto: dipende dai casi, ed è uno dei punti in cui conviene farsi spiegare bene la situazione specifica.

Cosa cambia nei prossimi anni: ViDA

Il quadro non è fermo. A marzo 2025 l'Unione ha adottato il pacchetto ViDA ("VAT in the Digital Age"), che introduce modifiche graduali fino al 2035. Le tappe principali:

  • 2027: chiarimenti su OSS e IOSS.
  • 2028: registrazione IVA unica estesa e nuove regole per le piattaforme.
  • 2030: fattura elettronica e comunicazione dei dati per le operazioni B2B transfrontaliere.
  • Abolizione della soglia dei 150 euro sugli import.

Non sono cose da sistemare oggi, ma vale la pena sapere che la direzione è quella di un sistema sempre più unico e digitale. Chi vende online farà bene a tenerle d'occhio man mano che si avvicinano.

Riassumendo: la soglia dei 10.000 euro decide quale IVA applichi nell'UE, l'OSS ti evita di aprire posizioni ovunque, l'IOSS regola gli import fino a 150 euro e la vecchia esenzione sotto i 22 euro è storia. Per il resto, e per il tuo caso preciso, parlane con il commercialista: questa è la mappa, non il territorio.

Da ricordare
  • Fino a 10.000 euro l'anno di vendite a privati nell'UE applichi l'IVA italiana; oltre, quella del Paese del cliente.
  • Con lo sportello unico OSS gestisci tutto con una sola registrazione e un'unica dichiarazione, senza aprire posizioni ovunque.
  • L'IOSS riguarda gli import fino a 150 euro e l'esenzione sui pacchi sotto i 22 euro non esiste più.

Domande frequenti

Devo aprire la partita IVA in ogni Paese in cui vendo?

No. Esiste lo sportello unico OSS: ti registri una volta sola e con un'unica dichiarazione periodica versi l'IVA dovuta in tutti i Paesi UE, senza aprire una posizione in ciascuno.

C'è una soglia sotto cui applico l'IVA italiana?

Sì. Finché le vendite a privati in altri Paesi UE restano sotto i 10.000 euro all'anno, applichi l'IVA italiana. Superata la soglia, si applica l'IVA del Paese del cliente. La soglia è complessiva su tutta l'UE, non per singolo Paese.

Esiste ancora l'esenzione sui pacchi sotto i 22 euro?

No, è stata abolita. Oggi ogni bene importato sconta l'IVA, senza la vecchia esenzione per i piccoli importi.

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